IX°
Roma sotto Natale è ancora più bella, splende di mille luci, i negozi brillano invitanti, i monumenti illuminati splendono e le chiese con le porte aperte si offrono allo sguardo dei passanti sfavillanti nel chiarore delle candele. Noi la attraversiamo felici, abbracciati, inconsci della folla che ci circonda, che ci spintona, che sembra travolgerci come l’onda di un fiume in pena. Neanche i venditori di biglietti della lotteria osano fermarci, in via Condotti uno di loro ci guarda con invidia prima di lanciarci il suo richiamo: “Nun se sa mai! Nun se sa mai!”
Ridi divertita.
“Quante persone buffe avete in Italia, come quel tizio a cui abbiamo chiesto l’orario del museo.”
“Chi? Quel posteggiatore abusivo napoletano?”
Cerchi di imitare l’accento partenopeo, “Nun saccio signurì, ma apre abbastanza presto al mattino e chiude abbastanza tardi alla sera. Che spasso! E’ tanto che non mi racconti niente, non conosci un personaggio ridicolo?”
“E’ accaduto qui a Roma nel settembre del 1943, ero in compagnia del principe ereditario ed avevamo chiesto udienza.
– Monsignore, Principe, Sua maestà ha acconsentito a ricevervi, ma solo per breve tempo -.
Il piccolo re era in vestaglia decisamente nervoso misurava a passettini il grande salone sfregandosi di continuo le mani.
– Lo so cosa volete, volete crearmi dei problemi, tutti vogliono crearmi dei problemi. Mi sono appena liberato di quel signore che mi creava problemi ed ecco arrivare altre persone che mi creano problemi.
Lo odiavo mi guardava dall’alto in basso, quel mento alzato, quelle mani sui fianchi, quello sguardo che mi faceva paura e nessuno mi difendeva.
Mi diceva firmi questo, firmi quello, mi dava degli ordini, dava degli ordini a me al suo Re. Però mi ha fatto Imperatore, non era proprio cattivo, anche se mi sgridava in continuazione. Adesso però c’è Badoglio, lui mi vuole bene, lui pensa a me, non agli altri come han sempre fatto tutti. Elena! Elena! Ricordati la mia collezione di medaglie! –
– Sire sarebbe opportuno che un membro della famiglia reale rimanesse a Roma, avremmo pensato al Principe, se le cose andassero
male, potrebbe rifugiarsi in Vaticano, i Tedeschi non oseranno mai violare la casa del Papa. –
– Non capisco questa mania di rimanere, di fare gli eroi. I miei figli vogliono fare gli eroi. Mafalda vuol rimanere col marito, Giovanna vuol rimanere col marito, Umberto vuol rimanere a Roma. Elena! Elena!
Ricordati le mie medaglie falle impacchettare bene! Badoglio ha detto che dobbiamo andare via tutti ed anche il principe verrà via con noi.
Lo so cosa volete, lui coraggioso, io vigliacco. E’ sempre stato così . –
– Sire, ma gli Italiani… –
– Gli italiani mi hanno sempre odiato. Mio nonno era il re Galantuomo, mio padre era il re Buono, io per loro sono sempre e solo stato il re tappo.
Tutti mi hanno sempre odiato ed hanno odiato i miei amici, guardate come hanno trattato il povero Cadorna solo perché era mio amico, lui mi voleva bene, come mi vuole bene Badoglio. Neanche mio padre mi voleva bene. Elena! Elena! Hanno impacchettato le mie medaglie? Tieni d’occhio il pacco, non voglio che vada mischiato con gli altri!
Mio padre mi odiava, voleva togliermi dalla linea di successione, poi grazie al cielo è arrivato quel sant’uomo di Bresci. Nessuno mi ha mai amato, Elena veniva a letto con me solo per dovere, e tutte quelle a cui ho chiesto mi han detto di no con scuse ridicole. Una è andata anche a riferire tutto a Elena, che mi ha picchiato! E io dovrei fare qualcosa per gli italiani! Badoglio, lui sì che pensa a me, ha detto che se il principe rimane a Roma lui dirà alla radio che ha tradito, che è passato dalla parte dei tedeschi. –
– Maestà rifletta, gli Americani sono solo ad Anzio, se… –
Il piccolo re si mise a pestare i piedi come un bambino.
– Non contrariatemi. Ho detto no! No! No! Non voglio, se insistete chiamo Badoglio e ve la vedete con lui. Buoni i vostri Americani!
Repubblicani! E Badoglio mi ha detto come sono le loro truppe!
Tutti negri, grandi e grossi, che puzzano di sudore e sono sempre ubriachi di birra! Spero che a Roma violentino tutte le nobildonne, così imparano a negarsi a me, al loro re! Badoglio invece mi porta dagli Inglesi, loro sono monarchici, gente raffinata che ama il loro re.
Non come qui dove tutti mi odiano. Elena! Elena! Il pacco con le medaglie lo voglio sulla nostra macchina, non voglio rischiare di perderlo… –
Il re uscì dal salone, il principe mi guardò sconsolato.
– Non posso far altro che seguirlo. –
– Sarà guerra civile, morti e sofferenze. –
– Lo so! E sarà anche la fine della monarchia, della dinastia. –
– Fiat voluntatis Dei! -”
Mi guardi non sai se ridere o piangere per la ridicola e nello stesso tempo tragica storia.
“Ma poi le medaglie si sono salvate?”
“Oh si! Erano la cosa più importante per quel piccolo uomo, per loro sarebbe anche diventato coraggioso. Forse avremmo dovuto rubargliele e nasconderle qui a Roma, non si sarebbe mosso e la storia sarebbe cambiata completamente.”
“Ma noi ci saremmo comunque conosciuti?”
“Penso di sì. Era destino che mi innamorassi di te.”
Ti stringi forte al mio petto.
“Oh caro, è la prima volta che dici di amarmi!”