bistrot

Stiamo passeggiando sotto i portici di via Po in attesa che sia l’ora di andare a teatro, guardiamo le vetrine illuminate.

“Lisbeth, a parte il tuo nome conosco pochissimo di te.”

“Cosa vuoi sapere? C’è poco di interessante in me. Ho ventisei anni, sono nata a Londra, ho lasciato il college dove studiavo architettura, ho fatto un corso da disegnatrice, avevo trovato un discreto lavoro, e poi.. Ah, mio padre è un noioso bancario e mia madre è una maestra elementare.”

Mi sorridi.

“Ma non è questo che volevi sapere, quando un uomo fa queste domande è perché vuol sapere degli amori che l’hanno preceduto, vero?”

Mi sento arrossire.

“Non ho niente da nascondere, a quindici anni mi sono innamorata di un compagno di scuola e tutto è filato liscio finché sono durate le superiori, poi… Io sono andata a Cambridge, lui ad Oxford, non ci vedevamo più di continuo come prima, lui è cambiato. E’ diventato prepotente, aveva bisogno della sua libertà, mi tradiva, salvo poi venire da me a piangere a chiedermi di stare ancora con lui e quello era l’unica cosa che io volevo, così lo perdonavo. Poi è diventato anche violento, una volta mi ha picchiato perché gli rinfacciavo il suo modo di comportarsi nei miei confronti, ma morivo per lui. Se non telefonava piangevo, se telefonava piangevo per quello che mi diceva. Ero pazza di amore, per lui avrei fatto qualsiasi cosa perché tutto tornasse come ai tempi del Liceo. Poi una mattina, un mese fa, mi sono alzata, ho guardato fuori dalla finestra ed ho deciso che era finita, che mi ero liberata, che non mi importava più di lui, che dovevo vivere la mia vita. Ho telefonato ad una amica conosciuta come una che sapeva divertirsi e l’ho pregata di organizzarmi una serata diversa. Abbiamo girato diversi bar, bevendo e ridendo, poi siamo andate a casa sua, decisamente ebbre. Sedute sul divano si è fatta raccontare della mia relazione, ogni tanto una carezza comprensiva, un bacio consolatorio, poi le carezze si sono fatte più audaci, i baci più insistenti, la lingua più invadente. Mi ha fatto venire e poi ancora venire finché non ho gridato dal piacere. Non avevo mai provato niente di simile, ero sconvolta, pensavo di essere lesbica, di essere io la causa del fallimento della mia storia d’amore. Poi, grazie al cielo ho incontrato te.”

Asciugo con due baci le lacrimucce che sono comparse agli angoli dei tuoi occhi: “Andiamo, o faremo tardi.”

“La dodicesima notte, non ho mai visto questa commedia di Shakespeare.”

“Neanch’io.”

“Finalmente qualcosa del passato che non conosci!”

Siamo in un palco del teatro Carignano, stiamo ammirando insieme gli stucchi dorati di questa bomboniera, quando scorgo sporgersi da un palco vicino la grossa testa rossa di Joe, sono visibilmente seccato, ma tu non te ne accorgi, hai qualcosa che ti frulla per la mente e ti agita, ma non capisco che cosa.

Si spengono le luci, ti avvicini a me e scopro che sotto il vestito sei nuda. “Ho sempre sognato di fare all’amore in un palco di teatro, come facevano le dame del settecento.”

Sento contro di me il piccolo seno turgido e la pelle che scotta per l’eccitazione e non so resistere.

Siamo tornati a casa e siamo sdraiati sul letto dopo aver di nuovo fatto all’amore,  tu con un risolino: “Non abbiamo visto molto della commedia.”

Anch’io ridacchio: “Veramente no!”

Mi guardi: “Ma tu avrai sicuramente una storia che riguarda Shakespeare.”

“Shakespeare no, ma dei personaggi del suo tempo ho conosciuto sir Francis Drake il corsaro.”

“Racconta!”

“Stavamo giocando a bocce quando arrivò la notizia dell’avvistamento dell’Invicible Armada, subito tutti si agitarono indecisi sul da farsi, alzando la voce per farmi sentire al di sopra del brusio: – Finiamo la partita, tanto prima dell’alta marea è stupido e pericoloso cercare di uscire dal porto, ed alla prossima marea mancano più di tre ore. –

Sir Drake rise: – E’ utile avere un secondo saggio, se non fosse stato per lui sarei corso incontro alle flotta spagnola ed ora le mie navi sarebbero disperse dalla tempesta e tra il Re di Spagna e l’Inghilterra non ci sarebbe più alcun ostacolo. Buona quella frase di finire la partita, vorrei averla detta io. –

In poco meno di un ora finimmo la partita che come sempre, vuoi per abilità, vuoi per piaggeria degli avversari, il grande corsaro ed io vincemmo, così al momento opportuno tutte le navi erano pronte ad uscire dal porto, innalzando le bandiere di guerra tra le acclamazioni del popolo.

Nella cabina Drake mi illustrava il suo piano d’attacco : – Spareremo una bordata e poi partiremo all’arrembaggio, ricacceremo gli Spagnoli in acqua con le spade ed i coltelli! –

Io dissentivo scuotendo la testa: – Pericoloso, molto pericoloso, sono più numerosi di noi, e se riescono ad imbarcare le truppe del Duca di Parma sarà una grave sconfitta. –

– Che mi importa il comandante in capo è Lord Effingham, se perdiamo perde Lui, ma se vinciamo, tutti diranno che è merito mio! –

– Quale strana filosofia! –

– E’ quella della Regina Elisabetta, lei passa le giornate ad accarezzare i suo gatti, fanno tutto i suoi consiglieri, ma Lei si prende tutto il merito e la gente la acclama. –

– Già la grande Regina Vergine. –

– Anche questa è una leggenda, mi hanno raccontato che a letto è insaziabile e si comporta peggio dell’ultima prostituta del porto di Londra –

– Dubito che qualcuno le abbia raccontato ciò, a meno che questa non sia una esperienza  diretta…  –

– Shh, sei troppo intelligente e di questi tempi chi è troppo intelligente rischia di essere rinchiuso nella Torre. Lui ed i suoi amici! Piuttosto quale tattica suggerisci? –

– Se raduna i capitani delle navi la spiegherò. –

Al consiglio di guerra era tutto un caleidoscopio di piume, di cappelli, di trine, un tourbillon di gente che si abbracciava o si guardava in cagnesco, a seconda di fresche amicizie o di secolari inimicizie, tutti parlavano, nessuno ascoltava, se il coraggio non mancava a quei valorosi capitani, certo mancava la disciplina. Però quando entrò Drake tutti tacquero, non era rispetto, che in molti lo odiavano, era solo paura dei suoi scatti di collera che abitualmente finivano nel sangue del suo avversario.

– Il mio secondo vi illustrerà il piano che ho escogitato, spero che sarete tutti d’accordo, anche perché non accetterò alcuna critica! –

Il comandante in capo Lord Effingham si affrettò ad aggiungere:              – Neanch’io! -, poi riprese a lisciare la sua parrucca di riserva che teneva sul pugno chiuso della mano sinistra.

– Signori il Duca di Medina Sidonia ha ancorato le sue navi lungo il litorale, se noi incominciamo a bombardarlo sfilando in lunga fila, sarà costretto a porgere la prua al vento per poter rispondere al fuoco, la marea ed il vento lo spingeranno verso i sabbioni olandesi e se non sarà più che abile a manovrare la sua flotta si incaglierà, se riuscirà a sfuggire all’agguato, si troverà al largo, impossibilitato ad imbarcare le truppe del Duca di Parma. Per costringerlo ancora più verso riva sarebbe opportuno lanciargli contro dei brulotti, e per sostenere il nostro fuoco è consigliabile che i mercanti di Londra ci riforniscano nel corso della battaglia di palle e polvere. –

Tutti furono entusiasti del piano, chi offriva la propria nave come brulotto, chi voleva essere primo della fila, i proprietari delle navi mercantili facevano a gara a promettere rapidi rifornimenti, tutti allettati dal pensiero della ricca preda se la grande flotta di Re Filippo si fosse arenata.

La battaglia avvenne secondo i miei piani, ma all’ultimo momento la nave del Duca di Medina Sidonia alzò le vele ed imitata dalle altre navi della flotta ruppe il contatto e scappò dalla battaglia, verso il mare aperto.

Il nostromo bestemmiò pensando al ricco bottino perso: – Avrà avuto a bordo qualche venduto pilota olandese che lo ha avvertito. –

– Non penso che un grande Pari di Spagna dia ascolto ad un misero pilota. –

Drake intervenne nel nostro discorso: – Lo so io chi consiglia quel contadino che vuol fare il marinaio! Dicono che viene consigliato da una strega che si porta appresso nelle sembianze di un gatto rosso, altrimenti come avrebbe fatto a sfuggire alla tempesta e all’insabbiamento? Io odio i gatti, ti guardano come se sapessero leggerti dentro, sembra che conoscano le tue debolezze e ti prendono in giro, ecco perché non ho mai voluto gatti negli alloggi ufficiali, preferisco un bel topo che un gatto! –     – Si allontanano sempre di più, sembra che vogliano tornare in Spagna circumnavigando l’Inghilterra, sarebbe opportuno richiamare la flotta e lasciare che solo un paio di vedette li inseguano. –

– Non cercheranno di sbarcare più a Nord od in Irlanda? –

– Non hanno soldati a bordo, solo pochi cavalieri ed i marinai, basterà segnalare alle forze locali di stare all’erta ed eccitare la popolazione raccontando favole di spagnoli carichi d’oro, con vesti trapuntate di gemme, se la favola prende piede chiunque di loro sbarcasse, sarebbe immediatamente fatto a pezzi. –

 Drake rise: – Quando si tratta di soldi anche il nostro popolo di bottegai diventa di feroci leoni! –

Così l’embrione della monarchia costituzionale si salvò e cominciò l’epopea del grande Impero Inglese.”

Non hai seguito tutta la storia, ti sei addormentata dolcemente, con un largo sorriso, felice.

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