AirBrush_20230226162804

Era nuovamente la Vigilia di Natale, Borello e Gargiulo stavano ascoltando la relazione sui fatti accaduti nella notte: qualche rissa tra i soliti ubriachi, una retata di prostitute e spacciatori e “…una volante è andata due volte a controllare una porta che dà accesso alle gallerie di Pietro Micca, scattava l’allarme probabilmente per un guasto perché non pareva forzata, l’allarme è ancora scattato alcune volte, ma non hanno più chiesto il nostro intervento.”

“Quelle gallerie di contromina sono dappertutto, a novembre ho dovuto passare una notte di guardia al freddo per colpa loro.”

Borello guardò Gargiulo con aria interrogativa.

“Tu eri in ferie, mentre mettevano i cavi della fibra un tombino ha ceduto e si aperto un enorme varco con un tratto di gallerie inesplorato, da sopra è stato impossibile chiudere perché continuava a cedere, son dovuti passare da sotto, così mentre cercavano il modo di arrivarci il buco è rimasto aperto per tutta una notte e abbiamo dovuto fare la guardia perché qualche ragazzotto di quelli che fanno archeologia industriale non ci si infilasse e perdesse.”

Bussarono e il piantone introdusse un uomo ben piantato con barba e baffi che coprivano parzialmente una voglia color vinaccia che prendeva mezzo volto.

“Ispettore Pasquale Esposito trasferito dalla questura di Pomigliano.”

Mentre porgeva i documenti del transfert Borello si rese conto che istintivamente evitava di fissarlo in volto, anche Gargiulo aveva abbassato lo sguardo: “Quando a Maggio hai chiesto il rimpiazzo al Questore avevi specificato che arrivasse possibilmente prima di Natale, ti ha accontentato.”

Mentre Borello stava per esaminare i documenti entrò nuovamente il piantone.

“Non so cosa fare, siamo subissati di telefonate di gente che denuncia di non poter pagare con le carte di credito, non credono che ci sia realmente un problema con i Pos, pensano che i negozianti facciano i furbi. “

“Ma c’è un problema con le linee?”.

“Sì un’area centrale è isolata per un guasto, la fibra è interrotta, i tecnici non capiscono dove. Sono interessati una ventina di negozi e un grosso supermercato S…”.

“Chiedete alle radio locali di inserire la notizia nei loro programmi e avvertite i commercianti di mettere dei cartelli, questo dovrebbe calmare un po’ le proteste.”

“Gargiulo è per caso la zona del buco?”

“Sì ed è anche abbastanza vicino alla porta che stanotte ha dato problemi, mando una pattuglia a controllare se è stata forzata dopo i loro controlli.”

Mentre Gargiulo usciva, il commissario prese il telefono e si fece passare il direttore del supermercato.

“E’ una gran bolgia, non ci voleva questo problema alla viglia di Natale. Non siamo abituati a gestire così tanto contante, la gente oramai usa quasi esclusivamente le carte. Di solito alla chiusura portiamo il contante alla cassa continua della banca qui vicino, la direzione ha detto di seguire la prassi abituale.”

“Vi faremo scortare da una volante.”

“Grazie, di solito il versamento avviene alle dieci.”

Gargiulo rientrò: “La porta è stata forzata. Ho predisposto che vadano a controllare la galleria con i tecnici della telefonia per individuare dove hanno sabotato la linea, ma ci vorrà del tempo, è un tratto di galleria pericolante e devono mettere in sicurezza il percorso.”

“Devi predisporre il controllo della banca per tutte le feste, non vorrei che cercassero di portar via la cassa continua, tra i soldi del supermercato e quello dei negozi ci sarà una somma importante depositata.”

In tutto quel tempo il nuovo ispettore era rimasto defilato, quasi non interessato.

“Lei non sa, ma su questa questura pende la maledizione della vigila di Natale. Ormai temiamo le feste.”

Se Gargiulo pensava di strappare un sorriso rimase deluso, il nuovo arrivato sembrava una sfinge.

“Vada con Gargiulo a predisporre la guardia alla banca. Se ha dei programmi per stasera li annulli, stanotte ho bisogno di tutto il personale disponibile, visto che molti sono già partiti per le ferie.”

Scorse sul tavolo i documenti del nuovo arrivato, decise di guardarli in seguito e si mise al lavorare sui fascicoli inerenti alla retata, dato il giorno particolare dovevano essere trasmessi al più presto in procura.

“È vero che il commissario quando va via chiude a chiave il suo ufficio?”

“Sì, da due anni, aveva scordato qualcosa è tornato di notte e ha trovato due agenti che scopavano sul divanetto del suo ufficio, da allora chiude a chiave.”

“Due ricchioni?”

Gargiulo si mise a ridere “Esposito sei omofobo? Comunque, erano un agente maschio ed una femmina, al commissario è spiaciuto doverli trasferire erano due agenti molto bravi, specie Lei.”

“Tu che lo conosci il commissario se ne andrà a casa a festeggiare o starà con tutti gli altri in sala operativa a seguire gli accadimenti.”

“Starà tranquillamente nel suo ufficio, in sala operativa va solamente in caso di pedinamenti, quando bisogna prendere decisioni in fretta.”

Era calata la sera e tutto sembrava procedere per il meglio.

“Hai già controllato i documenti del nuovo?”

“Pensavo di farlo stanotte mentre aspettiamo, perché? non ti piace?”

“Non lo so, sembra competente, ma ha passato l’intera giornata a telefonare. Forse sono io che sono paranoico, magari essendo appena arrivato aveva dei casini da sistemare.”

Entrò un agente trafelato: “Commissario ha appena telefonato il direttore del supermercato, dalla direzione centrale gli hanno telefonato che tra cinque minuti arriva un furgone blindato della ditta M… a ritirare gli incassi, di tenersi pronto. Cosa devo fare con l’autopattuglia che è in attesa di scortarli alla banca.”

“Gli dica di fermarsi a controllare che tutto avvenga regolarmente. Gargiulo conosci questa ditta M…?”

“Mai sentita nominare, controllo su Google. Ecco una ditta di Padova, provo a chiamarli…, strano non risponde nessuno.”

“Sto provando la direzione centrale del supermercato, anche lì non risponde nessuno, questa cosa puzza. Andiamo in sala operativa voglio far sorvegliare discretamente il furgone. Gargiulo di a Esposito di contattare i colleghi di Padova e chiedi agli agenti che sono al supermercato di portare qui Il direttore e se è ancora lì la sua segretaria.”

In sala operativa Borello prese in mano la situazione: “Una auto civetta deve seguire il furgone e due volanti sui percorsi paralleli.”

“Sala il carico è stato effettuato vi portiamo il direttore e la segretaria.”

“Li abbiamo agganciati, stanno dirigendosi verso corso Duca degli Abruzzi…”

“Agente vada a vedere che cosa fa l’ispettore Esposito a quest’ora dovrebbe già sapere qualcosa dai colleghi di Padova.”

“Sono in corso IV Novembre e vanno verso corso Agnelli.”

“Voglio una volante su corso Orbassano e una su corso Unione Sovietica.”

“In prossimità della Fiat si sono portati sul controviale, si è interposta una macchina che procede lentamente.”

“Hanno girato in corso Settembrini, ma il semaforo è diventato giallo e l’auto davanti a noi si è fermata, non c’è spazio per sorpassarla, cosa facciamo?”

“Aspettate, non bruciate la copertura. Non ci sono traverse, non possiamo perderli. Le volanti convergano su corso Settembrini.”

“Abbiamo girato, il furgone è fermo a bordo strada, abbandonato.”

“Ci hanno fregato, rientrate.”

“Alla buon’ora Esposito!!”

“Mi hanno fatto aspettare, hanno richiamato solo ora. E’ tutto fasullo.”

“Adesso lo sappiamo anche noi.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *