Il dottor Pavone si mostrò molto disponibile ad interessarsi presso la banca, ma ottenne poco: “Dicono che è un intervento complesso, che devono richiamare in servizio del personale difficilmente rintracciabile in questi giorni, comunque mi hanno dato appuntamento qui in procura per la mattina dopo Santo Stefano, hanno detto che saranno esaustivi, qualunque cosa ciò significhi. In via confidenziale ho saputo che sembra trattarsi di una cosa grossa che coinvolge più istituti bancari. Purtroppo, non ci resta che aspettare. Buon Natale commissario.”
A Borello non rimase che aspettare la riunione, ma il suo cervello lavorò per tutte le feste cercando di trovare un approccio valido per poter sviluppare l’inchiesta.
Alla riunione parteciparono Pavone, Borello e Gargiulo, per le banche si presentarono ben in dodici con tutta una serie di faldoni pieni di documenti.
Solo due di loro si presentarono: “Avvocato Carcano della banca U…”, “Avvocato Gribaudo della banca S…”.
Incominciò a parlare Carcano: “E’ una storia un po’ complessa. Tre anni fa le nostre banche hanno acquistato il Credito Cooperativo di C… e A…, ci siamo divisi sportelli e personale. Gli intrusi hanno operato su una trentina” lanciò una rapida occhiata a dei fogli “esattamente trentadue conti provenienti da quella banca, hanno trasferito tutti i fondi su un conto corrente della banca S., sempre proveniente da quel credito cooperativo. I conti erano dormienti in procinto di essere estinti ed erano tutti intestati a persone inesistenti.”
“Di che cifra stiamo parlando?”
Una altra rapida occhiata “Dodici milioni seicentoottantaseilatrecentododici euro.”
“Minchia!!” esclamo il dottor Pavone arrossendo subito dopo l’esclamazione.
Carcano fece un segno a Gribaudo.
“Dovete sapere che da un paio d’anni sospettiamo che vengano fatte delle operazioni sui nostri conti che non rimangono registrate. Dapprima abbiamo creduto ai nostri informatici che dicevano la cosa impossibile, poi l’anno scorso abbiamo dato mandato ad una ditta esterna di esaminare il problema. Il risultato è stato deludente, non hanno saputo dirci se questa mancanza di registrazione era possibile ed era stata fatta, ma comunque hanno trovato delle criticità nel nostro sistema operativo. Così abbiamo deciso di cambiarlo e lo stiamo facendo in questi giorni approfittando che tra Natale e Capodanno vi è anche un weekend, contiamo di finire per capodanno riducendo a pochissimi giorni gli eventuali disagi che questo cambiamento potrebbe provocare. In sintesi, quel conto corrente non mostra alcuna operazione recente, il deposito è di pochi euro, l’intestatario risulta inesistente. Abbiamo preparato un elenco di dipendenti che erano in servizio la Vigilia di Natale e che possono aver compiuto l’operazione, sono seicentrentatre, i centoquarantasei provenienti dal credito cooperativo sono segnati in rosso.”
Dopo i convenevoli di rito i portaborse posarono tutta la documentazione sulla scrivania del dottor Pavone e la delegazione legale delle banche uscì.
I tre funzionari rimasero per un po’ in silenzio poi Borello incominciò a delineare un piano di intervento.
“Avevo già pensato di chiede l’intervento della polizia postale per vedere se il filmato della cicciona che cerca di strizzarsi nella bussola era per caso finito in rete, anche se penso che era solo un tentativo di mettere pressione all’impiegato…”
Pavone l’interruppe: “Siamo certi che non sia coinvolto, in fondo è lui che ha fatto la sciocchezza di aprire la porta.”
“L’abbiamo controllato sembra pulito, penso ad una leggerezza determinata dal fatto che era notorio, c’era anche un avviso sulla porta, che non c’era cassa, erano già stati anche inseriti i soldi del bancomat, non pensava certamente ad una possibile rapina. La polizia postale a questo punto dovrebbe anche vedere se esistono delle chat tra gli ex dipendenti del credito cooperativo che attualmente lavorano nelle due banche interessate, potrebbe essere una cosa concertata tra chi sapeva di quei conti.”
Intervenne Gargiulo, “Per il momento mi concentrerei sui dipendenti segnati in rosso, già così sono tanti, solito controllo di routine, situazione finanziaria, spese improvvise ingiustificate, relazioni con malavitosi…, eviterei degli interrogatori finché non abbiamo qualche elemento in più in mano, allo stato attuale gli basterebbe negare.”
“Ottimo vi lascio lavorare, io intanto incominciò a spulciare questa montagna di carte cercando qualcosa di utile: il solito sistema, se hai qualcosa che pensi di dover celare nascondilo in un mare di documenti.”