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Passarono due mesi e i possibili indagati erano ancora una trentina, chi aveva problemi di gioco, chi aveva l’amante costosa, chi aveva debiti, il più probabile era Franceso Rabelli capozona al credito cooperativo, all’atto della fusione era in malattia per un incidente d’auto, era ricoverato con multiple fratture, attualmente era irreperibile dopo essersi licenziato, quella vigilia era il suo ultimo giorno di lavoro. Si stava separando dalla moglie ed anche lei non sapeva che fine avesse fatto.

“Metti un avviso di ricerca, come persona a conoscenza dei fatti. Anzi convoca anche qualcuno degli altri e fallo sapere alla stampa, chissà che leggendo che lo cerchiamo, ma non è indagato si faccia vivo.”

Era ormai Pasqua quando arrivò una telefonata dal commissariato di Primavalle: “State cercando un certo Rabelli Francesco di anni quarantasette, nato a T.?”

“Sì.”

“È stato trovato morto in casa in avanzato stato di decomposizione. La casa era stata messa sottosopra per cui abbiamo richiesto l’autopsia. Infarto, è possibile che abbia sorpreso i ladri o forse gli è bastato scoprire che era stato derubato. Comunque, non c’è ipotesi di reato per la sua morte.”

“Siete sicuri della sua identità?”

“In casa c’era il suo passaporto, al collo una medaglietta col nome Francesco ed il gruppo sanguigno AB negativo, gruppo raro. La moglie lo ha riconosciuto per quanto fosse possibile in quelle condizioni. Vi mandiamo tutto l’incartamento compreso il referto dell’autopsia.”

Borello comunicò a Pavone quanto appreso. “Se era lui il reo, l’indagine finisce su un binario morto, vuole la documentazione quando arriva?”

“Grazie, ma ho già troppa carta e lui non era neanche un indiziato, ho quasi finito di esaminare i documenti l’unica cosa che si evince è che il credito cooperativo doveva essere la cassaforte di un gruppo criminale internazionale, troppe operazioni al limite della regolarità, mancate denunce di operazioni sospette alla banca d’Italia, un vorticoso giro di trasferimenti apparentemente senza giustificazioni, conti intestati a persone inesistenti o decedute da tempo. Trasmetterò tutto agli uffici di sorveglianza bancaria, ma tanto è già finito in prescrizione e temo che sarà impossibile trovare dei responsabili. Comunque, non chiuda l’indagine, tenga aperta la pratica e ogni tanto controlli se qualcuno dei sospettati si è improvvisamente arricchito.”

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