AirBrush_20230226162804

Quando in questura si sparse la notizia di una rapina in banca alla Vigilia di Natale si sparse il panico, molti programmi sarebbero saltati e in tante famiglie l’aria sarebbe diventata pesante, se addirittura non sarebbero partiti musi e recriminazioni. Solo il commissario Borello era contento, da quando tre anni prima sua moglie non era tornata dal villaggio vacanze perché accasatasi con l’animatore di venti anni più giovane, amici e parenti si sentivano in dovere di invitarlo temendo che si sentisse solo in occasione delle festività. Nessuno sapeva che lei lo tradiva da anni e anche se convivevano tra loro non c’era più alcun rapporto, neanche verbale, solo in presenza di estranei mantenevano tra loro un minimo indispensabile di cordialità. Aveva sempre avuto paura di impegolarsi nelle pratiche di un divorzio, di dover cambiare casa e tornare ad una vita da scapolo senza le comodità che si era creato attorno negli anni, per cui quella soluzione era stata per lui l’ideale, aveva solo dovuto toglierle la delega dal suo conto corrente, lei aveva probabilmente fatto lo stesso col suo. Una rapina alla vigilia, quale migliore scusa per declinare qualsiasi invito.

L’ispettore Gargiulo aprì la porta: “Il direttore della banca è pronto per l’interrogatorio.”

“Gargiulo, mi spiace che ti saltino i programmi per stasera.”

“Non ci sono problemi, ero di turno, anzi così avrò un po’ di compagnia.”

Nella squallida sala degli interrogatori si agitava sulla sedia un ometto calvo sulla cinquantina.

“Signor direttore…”

“Non sono il direttore sono solo un impiegato.”

Borello sorvolò sulla precisazione.

“Mi racconti come sono avvenuti i fatti.”

“Era quasi l’ora della chiusura, circa mezzogiorno. Nei prefestivi la chiusura è anticipata. Ci siamo messi a caricare l’ATM, il bancomat, perché fosse pieno per i prossimi giorni di chiusura. Mentre operavamo una signora molto grassa, direi enorme si è avvicinata per prelevare, le abbiamo fatto segno di attendere. Aveva con sé un passeggino con un bambino tutto imbacuccato. Quando abbiamo finito l’operazione lei ha cercato di ritirare. C’è stato un rumore di ferraglie e lei ha cominciato ad urlare. Non capivo cosa diceva, ma ho pensato che si fosse incastrata la carta, le ho detto di entrare. Ha preso in braccio il bambino e ha cercato di entrare, ma non c’era abbastanza spazio, lo ha posato e ha cercato di entrare da sola, ma sarà stata più di due metri e ben oltre i cento chili. In quel momento ho visto un tizio che riprendeva con un telefonino, mi sono immaginato le critiche da parte dei superiori se mandavano la scena in rete e io non l’avevo risolta, per cui ho aperto l’uscita di sicurezza e l’ho invitata entrare. Appena dentro il bambino, che non era altri che un nano, ha estratto la pistola e ha chiuso la collega e me nel bagno. Ah, prima si è fatto consegnare i cellulari. Siamo stati liberati dai vostri colleghi, quando si sono accorti che tardavamo troppo a tornare alla sede centrale.”

“Avete già idea di quanto hanno rubato.”

“Niente.”

“Come niente?”

“Non c’è cassa. È una agenzia che fa solo consulenza e funge da supporto per chi deve fare operazioni di home banking. È un quartiere di anziani e spesso anche se hanno il pc in rete non riescono a fare le operazioni. I soldi che avevamo li avevamo appena messi tutti nel bancomat. Noi siamo a turno distaccati lì e a fine turno torniamo alla sede centrale. Ecco perché ho aperto la porta, non immaginavo certo che volessero rapinarci.”

In quel momento entrò un’agente: “Commissario sono arrivate le immagini delle telecamere di sicurezza.”.

“Gargiulo finisci tu col verbale e poi verbalizza anche la deposizione della collega del signore.”

Le immagini sul monitor erano sgranate certamente non valide per una identificazione.

“Il sistema è vecchio una ventina d’anni e non è mai stato aggiornato, il responsabile della sicurezza mi ha detto che è una agenzia che deve essere dismessa, ma la chiusura viene sempre ritardata a causa di continue petizioni e dei politici locali. Queste sono le immagini del bancomat”

“Ha ragione è una donna enorme…un nano…potrebbe essere una donna cannone, controlliamo se c’è un circo in zona.”

“Queste sono quelle della videocamera all’interno.”

“Si, vengono minacciati, tolti i telefonini, chiusi nel bagno dal nano, ma lei dov’è? E quelli chi sono?”

Erano entrati tre individui che si erano messi alle postazioni di lavoro, per l’ora successiva avevano lavorato incessantemente. Quando erano usciti uno aveva mostrato il dito medio alla videocamera.

Mentre le immagini scorrevano era entrato Gargiulo, ad uno sguardo interrogativo aveva scosso la testa indicando che non c’erano novità.

“Bisogna sapere cosa hanno combinato, Gargiulo senti la direzione della banca.”

Ormai era sera inoltrata quando Gargiulo entrò dal commissario, sembrava depresso.

“Nessun circo con nano e donna cannone nel nord Italia, per quanto riguarda la banca è un continuo rimpallo di responsabilità, nessuno vuole metterci mano e nessuno vuole disturbare i capi che potrebbero decidere.”

“Penso che abbiano scelto la Vigilia di Natale proprio contando sui ritardi che avremmo avuto. Qual è il magistrato di turno?”

“Il dottor Pavone, uno nuovo.”

“Mentre lo sento lascia libero il personale non di turno, per stasera non c’è più molto da fare ed è giusto che chi può riesca a salvare le feste della vigilia.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *