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II°

La Saluthall non è altro che un grosso mercato coperto in cui è possibile anche pranzare, capisco l’interessamento di Ivan, i banchi rigurgitano di prelibatezze. Io non sopporto la vista dei salmoni crudi con quegli occhi vitrei che sembrano guardarti, i tonni dalla carne rossa che sembra sanguinare, nessuno sembra ricordarsi di Ivan. L’odore del pesce è troppo acuto e mi sembra di non aver più appetito. Mi porto in un altro settore e scopro improvvisamente delle teste imbalsamate di alce e di renna che mi fissano, non solo non ho più fame, ho anche una leggera sensazione di nausea. Esco all’aria aperta e dopo alcuni profondi respiri ritrovo il mio appetito, un anonimo sandwich al formaggio ed una diete coke mi riportano al mondo moderno e civile.

Gambrinusgatan è una via molto corta e non mi è difficile trovare la casa che mi interessa.

La signora Johanson è molto gentile, anche lei desidera raccontare del furto subito.

Accoccolata sul divano, trentenne dai lungi capelli biondi lisci, in un vestito corto a fiori giganteschi, non smette di parlare strascicando leggermente le esse.

“Una cosa incredibile, in pieno giorno, ero appena uscita per fare la spesa. E due giorni prima il furto a casa di mia madre, furto… non hanno preso niente, hanno solo messo a soqquadro la casa. Quando sono arrivata un disastro tutti i vestiti per terra, sembrava cercassero qualcosa. Secondo la polizia cercavano una cassaforte nascosta dietro i vestiti, ma noi non abbiamo mai avuto una cassaforte! Invece da me oltre al disordine hanno rubato due collanine d’oro e poche corone. La polizia sospetta gli zingari, dice che hanno fatto diversi colpi ultimamente.”

“E’ vero anche la boutique di sua madre ha subito un furto.”

“Incredibile quanta delinquenza è arrivata da quando siamo entrati in Europa, io sono stata sempre contraria. Anche quel gentile signore finlandese che è venuto l’altro giorno era d’accordo. Certo che per voi delle assicurazioni è una scusa per aumentare i premi.”

Mi do della stupida per non aver chiesto se Ivan aveva domandato l’indirizzo della cliente e ringrazio il cielo che abbia scelto un’altra copertura, due agenti delle assicurazioni in pochi giorni sarebbero stati troppo sospetti e non avrei potuto ottenere alcuna informazione.

“Pensi che quel vestito era stato consegnato al negozio per errore e comprandolo stavo creando dei grossi pasticci ad un povero impiegato.

Uno sbaglio può capitare a tutti, non è crudele pensare di licenziarlo per così poco? Per fortuna che ha un amico generoso come quel signore… non ricordo il nome, beh quel signore che è venuto a riprenderlo. Pensi che ero stata da mia madre ad aiutarla a mettere a posto la casa dopo il furto e lo avevo addosso, lo ha voluto così com’era, ha detto che pensava lui a farlo lavare.”

“Così gli ha dato il vestito?”

“Come potevo fare, potevo mica lasciare che licenziassero quel povero impiegato con tre figli ed un mutuo da pagare. Oh si è fatto tardi, guardi la ringrazio, ma non mi serve una assicurazione, in fondo il furto lo ho già subito e qui c’è proprio poco da rubare.”

Ecco perché hanno portato via la roba di Ivan, cercavano il vestito.

E’ ora di andare alla ditta di trasporti, intanto telefono a Joe di verificare i dati di quella partita in dogana, ci potrebbero essere degli altri errori di consegna.

Parlando col custode ho scoperto che Ivan è stato anche qui dallo spedizioniere, anche qui si spacciava da assicuratore, per cui è meglio che tenti un altro approccio.

Il capoufficio è un giovanotto azzimato, che si crede bello, i capelli tagliati corti, spezzato giacca a doppio petto blu e pantaloni grigi, camicia azzurrina, cravatta sobria, in tinta, trovandosi di fronte una ragazza carina si sente subito in dovere di essere galante e di provarci.

“Cerco notizie di un mio amico finlandese, Paasilina, è partito improvvisamente, ma la sua affittacamere non è stata capace di riportarmi correttamente il suo messaggio, per cui ho grossi dubbi sulla sua reale destinazione. So che è stato qui da voi probabilmente per spedire i suoi effetti. Mi può aiutare?”

“Una così graziosa ragazza non dovrebbe correre dietro ad un uomo che la lascia così senza precise notizie. Sì, in effetti il suo amico è stato qui, voleva spedire della roba a Copenaghen, ma gli ho detto che noi non facciamo traslochi.”

Sta mentendo spudoratamente, mi si avvicina e si siede sull’angolo della scrivania.

“Si fermi qui a Stoccolma, troverà certamente qualcuno più interessante del suo amico.”

“Grazie, ma preferisco raggiungere il mio amico a Copenaghen, almeno lui non ha l’alito pesante.”

Mi guarda sorpreso e accusa il colpo basso ritornando a sedersi dietro la scrivania.

Trovo Joe all’albergo è tutto contento e sorridente, gli racconto brevemente quello che ho scoperto.

“Anch’io ho delle buone notizie: Ivan è stato in dogana, si è informato su quella partita di abiti e, scoperto che una parte del carico era diretta in Finlandia, ha preso il traghetto per Helsinki. Ma prima ha affittato una cassetta al deposito bagagli e guarda cosa ha messo dentro.”

Mi mostra un orribile vestito a fiorellini rosa e blu intrecciati, non è un bello spettacolo, rabbrividisco nel pensare alla graziosa signora Johanson in quella mise.

“Tocca il rivolto della gonna”

Sento delle piccole protuberanze.

“Niente di strano, nei vestiti molto scampanati, mettono dei pesi nell’orlo, per farlo cadere meglio.”

Mi mostra una piccola scucitura, si intravedono delle piccole pietruzze opache.

“Sono diamanti grezzi, ce ne sarà una ventina. Questo lo mando subito ai miei. Ho prenotato due cabine sul traghetto di stanotte per Helsinki.

Preparati si parte in caccia.”

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