I primi raggi del sole facevano capolino attraverso le tende della finestra e avevano creato con l’umidità della notte una tenue nebbiolina che vagava sui campi, il commissario era già pronto e scrutava i boschi sulle pendici dei monti mentre l’ispettore si spazzolava i capelli.
“Non devi sentirti impegnato, è stata una mia scelta. Una mia decisione che non porterà conseguenze per il futuro. Tutto come prima.”
Chianale non sapeva cosa dire e rimase in silenzio, mentre facevano colazione li raggiunse l’ufficiale elvetico.
“Vedo che siete in piedi di primo mattino, ho molte notizie. Lascia faccio io.”
Si era seduto al loro tavolo, versò il caffè dal bricco a Patrizia, poi prese una tazza da un tavolo vicino e si servì una dose abbondante di quel miscuglio caldo e nero.
“Allora entrambi sono morti per una frattura cervicale causata dall’impatto, forse.”
Sotto gli occhi perplessi dei due italiani imburrò una fetta di pane tostato e la cosparse di marmellata, poi la porse all’ispettore.
“Assaggia la marmellata di mirtilli è ottima. Il medico dice forse perché gli sembra strano che abbiano rotto per un colpo casuale alla nuca proprio la stessa vertebra. La macchina era perfettamente funzionante, le gomme integre, inspiegabile l’incidente.”
“Che cosa hanno detto i testimoni dell’incidente?”
Franco preparò un’altra fetta, Patrizia la prese imbarazzata, la corte era troppo manifesta. Chianale si sentì irritato, poi scrollò le spalle, non era affar suo, lei era in grado di difendersi e poi sembrava in fondo in fondo piacerle quel tributo al suo fascino.
“Testimoni? Non ci sono testimoni dell’incidente.”
“Come facevate allora a sapere che era la macchina che cercavamo?”
Il poliziotto svizzero tagliò due fette di torta e ne addentò una, si pulì col dorso della mano di alcune briciole rimaste impigliate sul labbro superiore.
“La macchina ha battuto contro uno spigolo della diga prima di cadere in acqua ed ha perso la targa anteriore. L’ha trovata un sorvegliante della diga, se non era per quello non avremmo mai saputo che una macchina era finita nel lago.”
Si tolse un foglietto dal taschino e lo porse al commissario.
“Questi sono i numeri dei tre quattro cellulari che avrebbero dovuto avere.”
“Tre o quattro?”
“I loro due, più quello della ditta. Hanno detto che gliene avevano dato uno solo, ma la moglie di uno dei due ha detto che suo marito, … sarebbe proibito ricevere telefonate personali ma sembra che il suo non funzionasse bene…, le aveva dato un altro numero. Ho controllato è anche quello un telefono in uso alla ditta farmaceutica.”
Si alzò e schioccò un bacio sulla guancia di Patrizia.
“A presto, se avete bisogno di qualcosa sapete dove trovarmi.”
Andando via strizzò l’occhio alla ragazza, l’ispettore Cassullo si ritrovò in mano come per magia un biglietto con un numero di telefono.
“Penso che sia ora di tornare in Italia.”
Chianale guidò fino a Torino senza parlare, Cassullo sembrò non farci caso.
Il lunedì mattina il procuratore capo li attendeva con negli occhi una sfumatura di ansia, il suo nervosismo cresceva con il passare dei giorni, il commissario gli fece un rapporto dettagliato.
“Penso che siano stati sfortunati, l’arrivo della macchina della polizia gli ha impedito di inscenare per la morte del dottor Guardello un suicidio od una overdose, hanno poi eliminato gli assassini in modo che nessuno li potesse più trovare, ma la perdita della targa ha scompigliato i loro piani. I cellulari ci diranno se erano effettivamente a Torino e dall’elenco delle chiamate, specie quelle del cellulare fantasma, potrebbe saltare fuori se si sono messi in contatto con qualcuno. Non ci resta che attendere questi dati e che la polizia postale riesca a trovare il modo per accedere ai file del giudice, è difficile muoversi se non sappiamo su chi e che cosa stava indagando. Nessuna notizia dei cellulari legati ai computer, probabilmente sono stati distrutti.”
Il procuratore capo agitò una mano davanti al suo viso come se volesse allontanare delle mosche immaginarie.
“E’ inutile che giriate a vuoto, vi richiamerò io quando ci saranno delle notizie dalla compagnia dei telefoni o dalla polizia postale, tornate ai vostri soliti compiti.”
Chianale aveva temuto e sognato il momento in cui sarebbe stato richiamato dal procuratore capo, voleva rivedere Patrizia, ma non sapeva cosa dire e cosa fare, ma ora sedeva solo e deluso nell’ufficio del procuratore.
“La polizia postale è riuscita a decifrare i codici e a trovare le password. Il solito guazzabuglio di Guardello. Starà a lei trovare un nesso tra acquisti da parte degli stati di antivirali e di vaccini. Controindicazioni di farmaci vari. Conti correnti bancari. La morte per suicidio di un cardiologo in Canadà. Un incidente stradale in Australia dove hanno perso la vita due medici epidemiologhi. L’incidente sulle montagne del Cile di un sudafricano esperto in statistica. Dalla compagnia dei telefoni non ci sono ancora risposte, pare che ci siano problemi per via del roaming. Buona fortuna.”
Al commissario Chianale bruciavano gli occhi dopo tante ore passate al computer a decifrare i files del dottor Guardiello, ma ora si era fatto un’idea di quello che era avvenuto. Il giudice aveva incominciato l’inchiesta con una domanda: l’acquisto da parte delle nazioni di ingenti quantità di medicinali in previsione di pandemie aveva arricchito le industrie farmaceutiche, dalla mucca pazza all’aviaria queste pandemie non erano poi scoppiate, merito dei provvedimenti di prevenzione o falso allarme? La risposta era impossibile da trovare e allora il procuratore si era messo ad indagare sui farmaci salvavita, quelli da prendere per sempre come gli anticoagulanti o gli anticolesterolici, con una particolare ossessione sugli effetti collaterali causati da un lungo periodo di somministrazione, quei farmaci erano veramente indispensabili o a lungo termine gli effetti secondari erano troppo importanti? Altra domanda senza risposta, però Guardiello aveva trovato che anni prima una compagnia di assicurazioni aveva promosso degli studi per valutare il reale effetto preventivo nel tenere basso il tasso ematico di colesterolo. Studi interrottisi precocemente per l’acquisizione della compagnia di assicurazioni da parte dell’industria farmaceutica di Zurigo, proprio quella dei due agenti di sicurezza morti, nonché produttrice di un famoso farmaco, miracoloso nel tenere bassi i livelli ematici del colesterolo. Alcuni degli studiosi avevano continuato parte dello studio per conto loro, ma avevano avuto dei problemi. I due australiani erano stati investiti da uno di quegli enormi camion a due rimorchi che corrono sulle loro strade, l’autista aveva detto di aver perso il controllo del mezzo nel tentativo di evitare un cassowary, un uccello protetto. Il sudafricano non era tornato da una escursione in montagna, l’avevano trovato dopo giorni in un burrone nella direzione opposta di quella che avrebbe dovuto prendere per la sua scalata. Il canadese si era invece impiccato con un asciugamano ad uno stendibiancheria che non si sa per quale miracolo aveva retto al suo peso. Per ultimo c’era tutta una serie di movimenti bancari, soprattutto estero su estero,che portavano grosse cifre di dubbia provenienza nella disponibilità di funzionari dell’OMS. Niente rogatorie, niente di utilizzabile in tribunale, un buon lavoro fatto di soppiatto, verosimilmente dal nostro amico haker dai capelli rasta. In tutto quel guazzabuglio solo una cosa utile il record di un incontro con una dottoressa di Torino che, anche se molto marginalmente, aveva fatto parte del gruppo di studio sul colesterolo.
La stanza da visita era enorme, dalle pareti bianche, estremamente spoglia, un armadietto a vetri con dentro alcune pinze e dei medicinali, un lettino da visita, due sedie ed una scrivania, la dottoressa Cavallo seduta di fronte a Chianale era una donna sulla cinquantina, non molto alta, dai capelli tinti di biondo e leccati come se fosse appena uscita da sotto il casco della permanente, il camice bianco era troppo grande e le maniche erano rivoltate, da una tasca spuntava uno stetoscopio.
“Si mi era venuto a trovare quel giudice che hanno ucciso, non ricordo il nome, un tipo basso col naso lungo e aguzzo, quasi calvo ma con due buffi ciuffi di capelli sulle tempie. Aveva un mucchio di domande, voleva sapere tutto sugli effetti collaterali di alcuni farmaci, santa ingenuità, mi chiedeva come mai non fossero tutti accertati in laboratorio. A parte che gli esperimenti sugli animali sono poco probanti, poi quale ditta farmaceutica potrebbe somministrare i farmaci per dieci, quindici o anche venti anni per verificare gli effetti collaterali nelle somministrazioni continuative senza poterli commercializzare.”
“Mi risulta che si fosse interessato ad una ricerca sui livelli ematici del colesterolo.”
“Voleva sapere degli studi fatti per conto di una compagnia di assicurazioni.”
“Come mai una compagnia di assicurazioni?”
“All’estero le spese mediche sono spesso a carico delle compagnie di assicurazioni private. Era loro intenzione scoprire su quali basi scientifiche il valore normale del tasso ematico del colesterolo sia stato abbassato a più riprese negli ultimi venti anni.”
“E’ quale è stata la risposta?”
“Gli studi non sono mai stati finiti, la ricerca si interruppe bruscamente, a seguito di una fusione tra aziende o qualcosa di simile, la maggior parte degli studi sono finanziati dalle case farmaceutiche e devono pertanto dimostrare l’utilità, non l’inutilità dei farmaci.”
“Quindi quei farmaci contro il colesterolo sono inutili?”
“Non mi faccia dire cose che non ho detto e non penso. Diciamo che i valori da considerarsi normali sono scesi perché è aumentata la morbilità a tassi ematici inferiori, man mano che grazie alle terapie questi sono scesi nella popolazione, ma questo può presupporre molte cose: una è che la diminuzione del tasso sia avvenuta a danno già fatto, un’altra che non sia il solo fattore di rischio, comunque è indubbio che in termini generali la morbilità sia diminuita.”
“L’assunzione a lungo termine provoca effetti collaterali?”
“Li stiamo scoprendo adesso, sono numerosi ed alcuni debilitanti, ma è troppo presto per poter trarre delle conclusioni sul costo beneficio.”
Chianale aveva solo capito una cosa che siamo solo delle cavie nelle mani della scienza o meglio che la scienza in campo medico è così imprecisa da essere a livello della stregoneria, si incamminò veloce nel corridoio cercando di non vedere i malati con le loro miserie umane, già da tempo aveva scoperto di essere patofobo, e accese il suo cellulare, una sms del procuratore capo lo chiamava d’urgenza in tribunale, guardò l’ora e rimase stupito erano quasi le otto di sera, i lampioni fuori dell’ospedale mandavano una luce fioca, giallognola, anch’essa malata.