II
Gibbs entrando nel pub vide subito Ellen che discuteva unitamente con un giovane piccolo e magro, si girò a cercare un tavolo che gli permettesse una buona visuale del bancone quando si sentì chiamare.
“George, vieni a sederti con noi.”
L’ex ispettore si voltò e vide ad un tavolo quattro membri del club da lui denominato ‘I rami secchi’, ovverosia quattro dei pensionati del villaggio, sembrava che i pensionati si ritrovassero tra di loro in continuazione, a parlare di fatti trascorsi da anni, soprattutto sciocchezze, a guardare con occhi presbiti i fatti del giorno, pieni di prevenzioni e di intolleranze verso il mondo moderno, atteggiamento forse di rivalsa verso quel mondo che li aveva espulsi dalle loro abitudini e di nostalgia verso i tempi in cui non provavano i morsi della solitudine. Gibbs aveva sempre evitato di frequentarli sentendosi non ancora parte del loro mondo, diavolo!, lui era ancora pieno di vitalità ed energie, se solo fosse andato in pensione sulla Costa Azzurra…, in quell’occasione non poté esimersi dal raggiungere i vecchietti, ma qualcuno era forse anche più giovane di lui, non poteva offenderli e poi chissà qualche informazione potevano dargliela, anche se con la sua esperienza dubitava che si sarebbero sbottonati più di tanto.
“George hai visto cosa è capitato al povero colonnello?”
“Si anche se non era simpatico, mi dispiace, era una bella figura per il villaggio.”
“Faceva sempre il discorso di introduzione alla fiera di beneficenza, anche se lui partecipava poco, era un tale taccagno.”
“E pensare che era così ricco.”
“Si ma i soldi erano tutti della prima moglie.”
“Già era morta in circostanze misteriose, pare che ci fossero di mezzo degli amanti.”
“No, ti confondi con la sorella della seconda moglie, la prima è morta di incidente d’auto, mentre lui era in Malesia.”
“Già, perché devi sapere George, che lui diceva di essere dei lancieri, ma in effetti era delle truppe speciali, …”
“E quando è diventato troppo vecchio del controspionaggio.”
“Vuoi sempre saperne più degli altri, nel controspionaggio lo hanno messo dopo lo scandalo.”
“Quale scandalo? Quello della sorella della moglie o di sua sorella?”
A Gibbs cominciava a girare la testa nel cercare di dare un senso a tutti quei discorsi, comunque qualcosa della vita del colonnello la stava imparando.
“Sono avvenute nello stesso anno, come si fa a sapere, ma tu George non ne sai niente, già è da poco che sei qui al villaggio.”
“Devi sapere che circa trent’anni fa la sorella della seconda moglie del colonnello è stata uccisa dal marito, che poi si è ucciso.”
“Già, sospettava che la moglie avesse una tresca proprio col colonnello, che in quel momento mi pare fosse in missione all’estero.”
“Tutte storie, altrimenti la moglie del colonnello non avrebbe preso in casa l’orfana e non l’avrebbe lasciata unica erede dei suoi beni.”
“Eh, erede e erede, fino adesso non ha visto un becco di un quattrino, il testamento diceva che i soldi li avrebbe presi solo alla morte dello zio, il colonnello in cambio avrebbe dovuto mantenerla nei suoi studi.”
“Già sempre fortunato il colonnello, Ellen, perché la bambina, lei sa, è la nostra barista, non ha mai avuto voglia di studiare.”
“Poverina era innamorata cotta del cugino, che viveva li con lei in casa.”
“E ti stai riferendo a Pitt, vede quel ragazzo che parla con Ellen, ma è più giovane di lei di un paio d’anni e poi è suo cugino.”
“Non sono veramente cugini, lui è il figlio della sorella del colonnello.”
“Già era nubile, ma questo non le ha impedito di mettere al mondo quella creatura, lo stesso anno della tragedia di Ellen, e di fuggire in America dove poi è morta alcuni anni dopo.”
“E quella santa donna della moglie del colonnello si è presa in casa i due marmocchi e li ha allevati.”
“Già!”
Ci fu un attimo di silenzio in cui gli avventori guardarono i bicchieri vuoti, uno sguardo di intesa e poi un gesto convenuto, Ellen interruppe malvolentieri la discussione con Pitt e servì un nuovo giro di birre.
Gibbs guardò con cura Ellen, una ragazza sulla trentina dai capelli rossi e dalla faccia lentigginosa, era alta, formosa, decisamente robusta, la circonferenza delle braccia era di tutto rispetto, il naso era piatto, gli occhi acquosi di un grigio scipito, su quel viso la bocca carnosa e accentuata da un rossetto scuro decisamente stonava. Quando si allontanò il discorso riprese, ma ormai si era cambiato argomento e la conversazione stava annoiando l’ispettore che pensò bene di salutare e di allontanarsi. Mentre pagava al bancone guardò Pitt, una zazzera di capelli neri ed il suo aspetto minuto lo facevano sembrare più giovane di quel che era ed ingannavano sulla sua vera forza, da come si muoveva lo si poteva individuare come un atleta in perfetta forma. Chissà qual’era il suo mestiere.
Gibbs si recò dal medico del villaggio, decise di attendere in sala d’attesa, non aveva una veste ufficiale per passare davanti alle due vecchiette che aspettavano di essere visitate. Una delle due doveva essere sorda perché parlavano con un tono di voce alto e l’ex ispettore non si poté esimere dall’ascoltare la conversazione.
“Hai sentito del colonnello?”
“Si, gli sta bene, ma ci deve essere qualcosa di losco sotto, perché la nonna di Jim l’agente, mi ha detto che stanno investigando, pare che sia venuto anche un ispettore di Scotland Yard.”
“Un omicidio, qui! Che emozione, sanno già chi è il colpevole.”
“No, ma io non andrei tanto lontano a cercarlo.”
“Ho capito cosa intendi, proprio ieri ho visto che è tornato il nipote, quello del ramo marcio della famiglia.”
“Figurati che dalla zia di Nellie, si Nellie quella che lavora a Londra alla televisione, ho saputo che fa lo stant-men.”
“Stant-men, cosa vuoi dire, ah intendi stunt- men, insomma il cascatore.”
“Si pare che abbia fatto la controfigura per molti attori famosi, ma poi ha litigato con un regista perché non voleva fare una scena che pensava troppo rischiosa e lo hanno messo al bando, sono più di sei mesi che non lavora…”
In quel momento si aprì la porta dello studio e venne fatta accomodare una delle due pensionate, l’altra guardò di sottecchi Gibbs, raccolse una rivista scandalistica e si mise a leggere.
Il dottore fu molto gentile con l’ex-ispettore, ma assolutamente inutile.
“No, il colonnello non era mio cliente, si faceva curare da un mio collega di Londra e non ho mai saputo che fosse diabetico, anche Ellen quando ha lavorato con me per tre mesi non me ne ha mai parlato, dubito che lo sapesse, riteneva suo zio in perfetta forma, malgrado l’età”
“Se ne doleva forse?”
Il medico scoppiò a ridere.
“Non mi faccia dire delle malignità.”
“Come mai si fermò con lei solo tre mesi.”
“Proprio per le malignità. Le mie clienti più anziane non vedevano di buon occhio che avessi assunto la cameriera del pub, così quando ad Henry, il proprietario del locale è venuto un leggero ictus e le ha offerto di tornare ad una paga più alta di quando potessi permettermi io decidemmo di sciogliere il nostro rapporto di lavoro. Henry aveva bisogno di avere al bancone una persona di sua fiducia e all’occorrenza capace di buttare fuori gli ubriachi: non la ha mai vista in azione? Pochi buttafuori sono più efficienti di lei.”
Gibbs uscì dallo studio medico ed imprecò, aveva ricominciato a piovere.