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Era la mattina della tanto attesa tappa del Tour de France, Gibbs si era arrampicato con la bici sui tornanti già stracolmi di gente. In una piazzola una decina di camper parcheggiati e la gente già seduta a tavola per una tarda colazione od un pranzo precoce davanti al televisore con i corridori impegnati negli scatti dei primi chilometri. Ovunque gente con cestini da picnic e lattine di birra, gente salita a piedi od in bicicletta già alle prime ore dell’alba. Ogni cento metri era di guardia un gendarme impeccabile nella sua divisa, malgrado il caldo incominciasse a segnarla. I sacchi per l’immondizia erano ormai ricolmi malgrado mancassero ancora parecchie ore al passaggio dei corridori. Gibbs si fermò in un angolo ombroso, da una grossa borsa tirò fuori un seggiolino ed un binocolo, la vista sulla strada che si snodava nella valle salendo serpeggiante lungo le colline era impeccabile, tutto contento si sfregò le mani. Incominciarono a sfilare gruppi di ciclisti amatoriali tra gli sfottò ed i gridi di incoraggiamento degli spettatori già sistemati, vicino a Gibbs un gruppo assai rumoroso di giovani ragazze lo assordava con gridolini, erano molto giovani ed indossavano tutta una serie di t-shirt con stampati i nomi dei loro corridori favoriti. I minuti scorrevano lenti sotto un solleone che arrossava le pelli, chiazze di sudore macchiavano le divise dei gendarmi, molti spettatori erano già a torso nudo, qualcuno esagerando era addirittura in mutande, una gendarme vicino a Gibbs riprese alcuni spettatori troppo esagitati, le grida del gruppo di ragazze crebbe di intensità, in lontananza era comparsa la carovana del tour. Incominciarono a sfilare le macchine promozionale, tra musiche assordanti si facevano avanti quelle trasformate in enormi banane o macchine da caffè, altre erano cariche di hostess che lanciavano al pubblico gadgets improponibili, le ragazze correvano avanti ed indietro a raccogliere caramelle o formaggini, ad arraffare enormi mani verdi o berrettini gialli, il caldo era sempre più insopportabile mentre il cielo si velava con enormi nubi nere che si rincorrevano alternando luci ed ombre al suono di tuoni lontani. Si intravedevano in lontananza i primi corridori in fuga quando violento scoppiò il temporale, come se una gigantesca mano avesse versato un enorme secchio d’acqua, i capelli delle ragazze gocciolavano infradiciati mentre le magliette rivelavano la scarsa propensione dei giovani d’oggi verso la biancheria intima.

“Certo… che stupido!!”

Gibbs non era più interessato ai corridori, inforcò la bicicletta per tornare verso casa, la gendarme lo placcò, non gli rimase che ricorrere al telefonino mentre impaziente aspettava che passasse la vettura ramazza, la gendarme lo teneva d’occhio, era una giovane dagli occhi verdi, i capelli rossi e piena di lentiggini, Gibbs ebbe il tempo di contarle tutte due volte prima che lei lo lasciasse libero di scappare a casa, libertà concessa voltandogli la schiena con sommo disinteresse e disprezzo.

A casa lo attendeva Dubois, il giovane era senz’altro efficiente, si era già procurato i numeri arretrati delle riviste che Gibbs gli aveva solo poche ore prima richiesto. L’ispettore le sfogliò veloci finché trovò le foto che gli interessavano, erano tre foto molto chiare, fin troppo per essere state prese di sorpresa con un teleobiettivo, l’uomo era il fantoccio che Gibbs aveva visto nel fosso, forse solo meno abbronzato e certamente con una aria più viva e felice, la ragazza era una biondina magrolina, angolosa, dal petto magro e dal fisico fin troppo nervoso ed asciutto, in una foto si vedeva nuda, di fronte, come in posa.

“Dubois lei ha visto la ragazza, è la stessa persona?”

“La somiglianza è forte, la stessa altezza, lo stesso colore degli occhi, forse più in carne. I capelli adesso sono tinti, forse l’attaccatura è leggermente diversa, come la linea delle gote e delle labbra, il naso è quasi uguale, ma se ha subito degli interventi di chirurgia estetica…”

“Santo cielo Dubois non guardi il viso! Lei la ha vista nuda al campeggio naturista.”

“Oh mio Dio, ha ragione sono due persone differenti, il seno, ma soprattutto i capezzoli sono completamente diversi!”

“Senz’altro un particolare che un amante non poteva scordare. Penso che può arrestarli, gradirei essere presente al loro interrogatorio.”

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