Le prime ombre della sera si allungavano sulla piazza, i due poliziotti seduti ad un tavolino fumavano un grosso sigaro centellinando un marc stravecchio, le gambe allungate, le cinture allargate a far posto alla cena in trattoria, semplice, ma assai abbondante, lo sguardo perso nel vuoto. Un giovane dal volto magro e dagli occhi intensi, quasi febbricitanti si avvicinò.
“Dubois sempre in servizio? Mai un attimo di pausa nelle sue indagini?”
“Ho scoperto l’identità del morto. Professor Pellettier della Sorbona, pensionato. Stava passando, come sempre negli ultimi vent’anni, le vacanze nel campeggio naturista di G nella sua roulotte. E’ stato visto al campeggio ieri sera per l’ultima volta, pare abbia avuto un comportamento bizzarro. Qui ho il primo referto del medico legale.”
Morot prese la lunga busta, ne strappò un angolo e con il dito l’aprì, spiegò il foglio che conteneva e lesse con cura.
“Caro Gibbs ha indovinato, non è morto per la ferita alla nuca anche se c’era un ematoma cerebrale, nel suo sangue c’era tanta cocaina da far scoppiare il cuore ad un cavallo.”
“Vuol dire eroina…”
“No cocaina, se non è stato uno sbaglio, cosa molto improbabile, è omicidio, qualcuno ha iniettato volutamente della cocaina per ucciderlo.”
“Mi scusi Morot, posso?”
“Prego.”
“Dubois, lei ha detto che il professore ha avuto un comportamento anomalo la sera prima della sua morte?”
“Sì, era andato a prenotare una gita, lo hanno pregato di attendere mentre registravano i dati di altri clienti e lui, di solito gentilissimo, invece di attendere si è quasi subito allontanato borbottando. Più tardi al bar del campeggio ha insistentemente guardato una giovane coppia seduta ad un altro tavolino, in particolare la donna, cosa molto sgradevole per un naturista, il cameriere ne è rimasto sorpreso, dice che non se lo sarebbe mai aspettato da parte del professore.”
“Potrebbe per favore controllare chi erano i partecipanti alla gita, chi era quella coppia e se anche loro si erano prenotati per l’escursione?”
“Volentieri, sarà la prima cosa che controllerò domattina all’apertura dell’ufficio del campeggio.”
Una finestra si aprì ed una voce di donna chiamò, i ragazzini nello spiazzo tra gli alti platani raccolsero le loro cose, si salutarono rumorosamente e quando anche l’ultimo si allontanò con il pallone sotto il braccio il silenzio scese sulla piazza, lunghe spirali di fumo salivano lente nell’aria greve verso una luna rossiccia.
Morot succhiò il suo sigaro nervosamente rendendone incandescente la brace.
“Pellettier…professor Pellettier, ora ricordo!”
Gibbs rimase in attesa, la testa lievemente inclinata verso il suo amico in segno di attenzione come per invitarlo a parlare.
“Quattro… no cinque anni fa… uno scandalo… sì i Prudhomme…”
Una pausa, qualche sbuffo di fumo, poi con l’affluire dei ricordi una specie di sorriso e a consacrare la memoria ritrovata un cerchietto di fumo, perfetto, a librarsi nell’aria.
“Prudhomme era un industriale, si portò in politica, religiosissimo, ultraconservatore, credo battista fanatico. La figlia diciottenne venne fotografata in atteggiamento inequivocabile con un suo professore. C’è chi dice che la ragazza era d’accordo con i giornalisti, sedusse il professore e si fece fotografare per vendicarsi del padre padrone. Il professore era cotto perso, fu accusato dal padre di plagio, non si difese nemmeno, si dimise e scomparve. Due carriere stroncate e non solo… Due mesi dopo il Prudhomme, la moglie e la ragazza alla pari, mi pare una canadese, morirono nel rogo di uno chalet in Svizzera… Sankt Moritz… La figlia fu salvata dall’autista, dicono sfigurata dall’incendio, nessuno la ha più vista. Pare giri da un chirurgo plastico all’altro, il patrimonio del padre è gestito da tutori, lei ne otterrà il possesso solo… mi pare…a trenta, no a venticinque anni.”
Gibbs si fece pensieroso non gli piacevano le storie di sesso, politica e soldi, in pratica non gli piacevano le storie complicate, era un uomo semplice ed amava il crimine semplice dal furto all’omicidio per rapina, fatti in cui era chiaro chi era il cattivo e chi era il buono.