“Ispettore Gibbs!” Gibbs a torso nudo stava innaffiando i suoi fiori prima che il sole di Luglio li seccasse, si volse solo a metà e scoccò un’occhiata in tralice a Dubois, il giovanotto più agitato che mai, vestito di tutto punto, compreso un antiquato gilet, era madido di sudore.
“Ispettore Gibbs, il comandante Morot sarà impegnato per i prossimi due giorni con il prefetto per i preparativi della tappa del Tour e mi ha affidato l’inchiesta Pellettier…, mi ha detto di rivolgermi a lei se avevo bisogno di consigli…”
Dopo un attimo di imbarazzato silenzio aggiunse con tono lamentevole:
“E’ la mia prima inchiesta e non so da che parte iniziare.”
Gibbs posò il tubo di gomma e con studiata lentezza andò a chiudere il rubinetto dell’acqua, si infilò una camicia che lasciò sbottonata e si sedette sulla panca, raccolse una pallina da tennis rotolata da chissà dove ed incominciò a giocarci passandola da una mano all’altra.
“Ho controllato quello che mi aveva chiesto, in effetti la coppia che il professore scrutava era segnata per la gita, anzi era proprio quella che l’impiegata stava registrando quando era giunto il professore. Fabian e Anne Lise Jaquot, trenta e ventitré anni, sposati da quattro, professione autista lui, studentessa lei, non precedenti penali, arrivati al campeggio tre giorni fa per un soggiorno prenotato di quindici giorni. Secondo il cameriere non naturisti convinti, hanno ben evidenti i segni del costume. E qui la sorpresa, lei da sposare faceva Prudhomme, pare che abbia avuto una storia col professore e che a lui è costata la carriera, forse per questo lui era così sottosopra. E qui mi perdo…sarebbe stato più logico che lui uccidesse lei per vendetta o gelosia, invece ad essere ucciso è stato lui…”
“Qualche segno nella roulotte?”
“Tutto in perfetto ordine, solo una piccola macchia di sangue su un armadietto, ma la scientifica non sa dire quanto recente in quanto hanno cercato di pulirla.”
Gibbs continuava a giochicchiare con la pallina da tennis, ora la tirava contro il muro riprendendola al volo.
“Cosa devo fare? Li interrogo?”
“Si procuri tutti gli atti riguardanti l’incendio di Sankt Moritz, li esamineremo insieme e poi decideremo.”
“Veramente me li sono già procurati, li ho in macchina. Li vado a prendere.”
Nella penombra del salone filtravano fili di luce dalle persiane, Gibbs continuava a mettersi e togliersi gli occhiali da presbite, non si era mai adattato e quando i caratteri erano abbastanza grossi preferiva farne senza.
“Ricapitoliamo. Incendio. L’autista salva la padrona, escono avvolti in asciugamani bagnati. Svengono, vengono ricoverati per le ustioni. Morti i genitori e la ragazza alla pari nelle loro camere, carbonizzati. Funerali, mentre i due sono ancora ricoverati. Per la ragazza alla pari, madre dal Canada. Testamento con clausola tutoriale. Matrimonio successivo all’evento. E’ inutile interrogarli dobbiamo trovare prima il bandolo della matassa. Certamente il loro arrivo e la morte del professore sono collegati, ma non vedo come. Cerchi di sapere di più sulla loro vita dopo l’incendio e, con discrezioni, interroghi gli ospiti del campeggio, chissà se qualcuno ha notato un loro incontro. Soprattutto li faccia sorvegliare, non vorrei che si allontanassero lasciandoci con un palmo di naso.”