Arrivarono le birre e i camerieri che si occupavano delle stanze, Krautzell li interrogò in austriaco, mentre Gibbs si dedicava a gustare la birra.
La cameriera era una giovane grassoccia e rubizza, il cameriere poco più che un ragazzo, erano impacciati, rispondevano a monosillabi, poi l’investigatore sciolse l’atmosfera con forse una facezie, la ragazza arrossì poi scoppiò a ridere e da quel momento il loro atteggiamento divenne più spontaneo e comunicativo.
Quando si allontanarono l’investigatore austriaco gli riassunse il colloquio.
“Sono stati chiamati nella stanza di lord Stratton dal nipote che parla qualche parola di tedesco, gli ha detto che dovevano firmare un testamento, disse che non era importante che capissero che cosa c’era scritto, dovevano solo confermare che era stato il vecchio lord a firmare. Stratton era seduto alla scrivania firmò un foglio che diede al nipote che volgeva loro le spalle, lui portò il foglio a loro presso lo scrittoio volgendo le spalle al Lord, loro firmarono, il nipote mise il foglio in una busta e la portò a Stratton che sigillò la busta senza più controllare il foglio e che mise la busta nel cassetto della scrivania, dove noi l’abbiamo poi trovata. Niente vieta che tutto questo andirivieni non sia stato una manovra del nipote per sostituire il testamento. Milord aveva detto al valletto che intendeva lasciare al nipote solo il titolo, come appariva nella copia corretta del vecchio testamento. Ecco perché loro hanno dovuto rischiare ed ucciderlo subito, non potevano permettere che il vecchio esaminasse il nuovo testamento, sospetto che un perito calligrafo dirà che è un falso.”
“Sono solo indizi: abbiamo il movente, sappiamo che hanno mentito, ma non abbiamo idea come abbiano fatto ad ucciderlo visto che erano in prigione. Nessun tribunale li condannerebbe. Anche l’idea del sicario non reggerebbe, un bravo avvocato la farebbe a pezzi.”
Si guardarono silenziosi, Krautzell tirò fuori da taschino una pipa e incominciò a succhiarne il cannello, Gibbs batté una manata sull’album.
“Rifugiamoci nei ricordi miei e di lord Stratton. Saliamo in camera mia, saremo più comodi e se non le dispiace mi toglierò questi scarponcini che mi stanno uccidendo.”
Si erano tolti le giacche e slacciato il colletto delle camicie, il cameriere aveva portato altre due birre ed alcuni panini.
“I primi ritagli riguardano la mia inchiesta per la morte del figlio di lord Stratton che il coroner decise essere accidentale.”
Gibbs si appoggiò al caminetto, socchiuse gli occhi come per meglio far tornare alla memoria tutti i dettagli.
“Era cinque anni fa. Alcuni pescatori videro un auto incastrata tra gli scogli di una spiaggetta raggiungibile solo per via mare. Doveva essere caduta dalla scogliera sovrastante la sera precedente. A bordo il figlio ventenne di lord Stratton col collo spezzato, forse nell’incidente, il medico legale non poteva fornire certezze. Come aveva fatto ad arrivare fino a lì e perché ci era andato? La strada in quel punto era molto lontana dalla scogliera.”
L’ispettore bevve un sorso di birra e si umettò le labbra per togliere le tracce di schiuma.
“Battemmo la zona finché in un pub trovammo chi aveva visto il ragazzo. Era in compagnia di una ragazza giovanissima con lunghi capelli rossi, occhi chiari. Avevano chiesto una stanza per la notte, ma era da alcuni anni che non affittavano più camere. Il proprietario del pub li aveva informati che nel raggio di parecchi chilometri non c’erano hotel e nessun bed and breackfast li avrebbe ospitati vedendoli così giovani e senza bagaglio. Non li aveva mai visti prima e la ragazza non sembrava una del mestiere. L’unica cosa che poteva dire e che aveva un modo molto provocante nel togliersi i capelli dagli occhi, buttava indietro la testa con un movimento circolare e portava in avanti il petto procace. Il giudice decise che si erano appartati con l’auto al limite della scogliera, probabilmente si era tolto il freno a mano e l’auto col giovane era precipitata, in quanto alla ragazza o era riuscita a saltare fuori dalla machina in tempo ed era fuggita spaventata o era anch’essa precipitata in mare e i flutti avevano portato via il corpo. Facemmo degli annunci di ricerca sui giornali locali e per mesi spulciammo le liste delle persone scomparse, ma non trovammo niente. Lord Stratton ci accusò di incompetenza e negligenza, fu come al solito molto spiacevole e indisponente.”
Krautzell sfogliò velocemente gli articoli di giornale riguardanti quel caso e si soffermò su quelli successivi, un misto di giornali francesi ed inglesi.
“Questi articoli riguardano invece la morte della nipote e della sorella di lord Stratton avvenute un anno dopo.”
Gibbs si avvicinò alla finestra e lasciò vagare lo sguardo verso il lago, mentre il poliziotto austriaco scorreva velocemente i pezzi di cronaca nera, facendone rapidi riassunti.
“La nipote di tre anni viene investita da un auto ad Antibes…sfugge di mano alla tata, una ragazza alla pari inglese…descritta come caschetto di capelli neri occhi azzurri, molto giovane…l’auto pirata viene ritrovata…rubata. La madre…esaurimento nervoso…recente divorzio…si butta dalla finestra dell’hotel….Ecco qui: un testimone dice di aver visto l’ombra di un uomo dietro alla donna che si stava buttando…nessun altro testimone conferma.”
Lo sguardo di Gibbs si spostò verso i monti, le nuvole si stavano squarciando ed un pallido sole fece capolino.
“Passa quindi un altro anno e mi devo occupare della morte della figlia di lord Stratton e qui entra in scena il nipote. Si incontrano ad una festa, a detta degli amici lei rimane interessata nello scoprire di avere un cugino, cosa a lei ignota, escono insieme dalla festa. Lei viene trovata due giorni dopo in una soffitta morta per overdose. Soffitta affittata ad un immigrato clandestino rimpatriato e rimasta a disposizione della marmaglia. Il nipote ha un alibi di ferro per il momento presunto della morte, anzi per tutta la giornata. Ammette di essere uscito con lei, mai dice che si sono poi separati in quanto la ragazza si sarebbe allontanata con amici di colore incontrati per caso. Spiegazione plausibile in quanto la ragazza era una attivista in contatto con movimenti di liberazione africani. Lord Stratton divenne una vera furia davanti alla sentenza di morte accidentale.”
Krautzell prese in mano due piccole strisce di carta con poche righe di notizie.
“L’anno scorso. Un articolo di un giornale inglese ove si da notizia che il fratello minore di lord Stratton in America per un viaggio di piacere è stato ucciso in una rissa da bar. Questo invece è l’articolo di un giornale locale dell’Arizona ove si racconta come un motociclista inglese reagisce ad alcuni commenti pesanti lanciati alla sua compagna e nella rissa che ne consegue venga colpito da una coltellata alle spalle, inferta con uno stiletto. La ragazza sembra scomparsa, ricercano una giovane dalla testa rasata, occhi grigi, una piccola voglia a forma di cuore sul seno destro, la causa degli apprezzamenti e del litigio.”
Nella stanza scese un gelido silenzio, Gibbs rabbrividì, Krautzell si ficcò in bocca mezza cannella della pipa succhiando a più non posso, poi chinando la testa e riponendo l’album sussurrò.
“Ecco perché lord Stratton la voleva qui, se non fosse stato per quel contrattempo con la polizia avrebbe incastrato il nipote e sua moglie. Sulla base dei suoi ricordi, Gibbs, e dei falsi indizi che lui aveva disseminato, a tutti il suo suicidio sarebbe sembrato un omicidio. Ormai hanno raggiunto lo scopo sono liberi e ricchi.”
Gibbs alla finestra li vide arrivare in automobile, parcheggiarono sotto un grosso salice e si avviarono tutti contenti verso la gasthof.
“Liberi sì, ma forse non ricchi, per loro la povertà sarebbe peggio della prigione e chissà che dopo un po’ non si accusino a vicenda permettendoci di accusarli. Dovrebbe chiedere loro di sottoporsi ad un test del dna, vedrà che si rifiuteranno e si allontaneranno senza cercare almeno per il momento di entrare in possesso dell’eredità.”
“Pensa che non sia il vero nipote?”
Gibbs dalla finestra li guardava avvicinarsi e mentre lei allontanava il ciuffo dagli occhi ruotando la testa e protendendo un seno su cui spiccava una piccola macchia rossa, notò ancora una volta come fossero simili in tutto.
“Anzi penso che lo siano entrambi.”