i ricordi di gibbs

L’ispettore di Scotland Yard in pensione Gibbs scostò con un movimento brusco il piumone ed alzandosi dal letto sentì sotto i piedi nudi il freddo dei listoni del palchetto, dalla finestra filtrava una luce opalescente e attraverso le fessure lasciate dalle tende mal tirate si indovinava la densa coltre di nubi che sovrastava il lago e avvolgeva le montagne vicine. Che differenza di clima dalla sera prima quando una brezza tiepida ed il sabato sera avevano spinto la gente fuori casa per godersi gli ultimi sprazzi di una estate al tramonto. Gibbs intrappolato nel taxi dalla folla aveva raggiunto la Gasthof, anche se distante pochi chilometri dalla stazione, in ritardo per la cena e si era dovuto ritirare affamato come non mai. Si era consolato pensando ad una lauta colazione da smaltire con una vigorosa passeggiata sotto un sole generoso, ora avrebbe dovuto accontentarsi solo della colazione. I vetri della finestra erano lievemente appannati negli angoli e s’intravedeva il fiato di un gruppetto di persone assiepato all’ingresso della locanda, l’ispettore pensò che fuori doveva essere molto freddo ed umido, non era proprio fortunato, aprì la finestra ed intravide l’oggetto della curiosità della piccola folla, un’auto della polizia locale ed un’autoambulanza, sì non era proprio fortunato, l’ultima cosa che desiderava era d’essere coinvolto in un fatto di cronaca giudiziaria. La sua lunga permanenza nella polizia faceva sì che in ogni luogo dove andava saltasse fuori un vecchio conoscente che lo coinvolgeva nei problemi delle sue indagini e lui non era capace di negarsi, o forse era lui ormai tanto impregnato del suo mestiere che s’intrometteva? Scacciò con un gesto della mano quel pensiero fugace e respirò a pieni polmoni l’aria del primo mattino, un accesso di tosse lo convinse a desistere, richiuse la finestra e incominciò a prepararsi per scender a colazione.

La colazione era stata assai abbondante e Gibbs allungando le gambe sotto il tavolo, le mani coperte dal maglione, si slacciò il primo bottone dei pantaloni; mentre con una lunga occhiata nella sala controllava distrattamente se qualcuno avesse notato i suoi movimenti, una voce acuta alle sue spalle lo fece sobbalzare.

“Ispettore Gibbs, vero?”

Un ometto dal forte accento tedesco, piccolo e tondo, tondo il cranio pelato, tondi gli occhiali, tondo e massiccio il corpo dal ventre prominente, si chinò verso di lui, l’ispettore sentì nel suo fiato un vago sentore di grappa di pere, posò sul tavolo un grosso album foderato di velluto nero, poi si sedette al suo tavolo, di fronte.

L’ispettore riconobbe subito un collega, ma mentre si sforzava di ricordare quando lo avesse conosciuto ed in quale occasione, questi gli venne in aiuto.

“Non ci siamo mai conosciuti, ma in questo album si parla molto di lei e ci sono anche alcune sue vecchie fotografie, devo dire che non è molto cambiato da allora.”

Gibbs aprì l’album, la prima pagina era zeppa di articoli di giornale su un suo vecchio caso, altri articoli nelle pagine seguenti, una pagina vuota e poi altri ritagli di giornale su un altro caso di cronaca, poi ancora una pagina vuota, altro caso, altri articoli, poi di nuovo un suo caso e così via, l’ultimo episodio di cronaca era documentato da articoli di giornali americani. L’ispettore aveva appena dato una scorsa veloce all’album, senza soffermarsi, lo riaprì alla prima pagina per controllare con attenzione quella strana collezione, ma il suo interlocutore lo fermò coprendo con una mano gli scritti.

“Preferirei raccontarle prima quello che è avvenuto qui in questi ultimi giorni, poi guarderà con calma questi fogli e vedrà se può aiutarci a dipanare questa matassa incongruente.”

Gibbs chiuse l’album, socchiuse gli occhi e con un cenno del capo invitò l’ometto a parlare.

“Questa mattina un ospite della Gasthof, Lord Stratton è stato trovato morto nella sua camera. Il suo valletto lo ha trovato riverso nel letto ucciso senza ombra di dubbio da una forte dose di antidolorifici ed alcool. Gli antidolorifici gli erano stati prescritti per una forma di cancro in fase terminale. Nella sua mano abbiamo trovato un foglio di carta da lui malamente scribacchiato, un messaggio d’addio.”

“Ricordo Lord Stratton, una persona impossibile, molto autoritaria ed anche molto sfortunata. La sua famiglia è stata colpita negli ultimi cinque anni da una serie incredibile di disgrazie ed incidenti, i due miei casi riportati nell’album riguardano la morte violenta dei suoi due figli. Non avrei mai detto che fosse un tipo da suicidarsi.”

“Infatti nel suo biglietto d’addio sostiene di essere stato ucciso da suo nipote e dalla di lui moglie che soggiornano in questa stessa Gasthof.”

Gibbs sollevò le sopracciglia incredulo.

“Il medico sostiene che se lo hanno costretto ad assumere il venefico intruglio, la vittima può aver avuto il tempo per scrivere il biglietto, magari accorgendosi di non essere in grado di chiedere aiuto, le ricordo che non esiste un campanello per chiamare il servizio in camera ed il lord non disponeva di un telefono cellulare.”

“Non vedo il problema che lo affligge.”

“I presunti colpevoli dispongono di un alibi di ferro e nella stanza non si è trovato alcuna pozione preparata in anticipo, tutte le bottiglie contenevano quello che dovevano contenere, anche il resto di liquore nel bicchiere da cui milord aveva bevuto non era contaminato, il medico sostiene che una miscela dei due prodotti deve avere un odore ed un gusto disgustosi. Milord non poteva assolutamente assumere il miscuglio per errore e siamo in grado di dire anche ad un esame solo superficiale che nella stanza non esiste un contenitore che ne sia stato contaminato.”

“Allora o l’alibi è falso o si sono creati l’alibi e hanno utilizzato un sicario sconosciuto alla vittima, lord Stratton ha indicato i mandanti e non l’esecutore che non sapeva chi fosse.”

“No, non è possibile. Se non fossero stati fermati per eccesso di velocità e arrestati per guida in stato di ubriachezza lui ed insulti a pubblico ufficiale lei sarebbero tornati alla gasthof quando lord Stratton era ancora in vita, come testimoniano il valletto ed i camerieri. Prevengo subito la sua eventuale contestazione, i poliziotti che li hanno fermati non avrebbero dovuto trovarsi lì dov’erano, erano molto fuori dalla loro abituale zona di intervento. Erano sulla strada che porta dal paese alla gasthof solo perché uno dei due aveva scordato a casa il portafoglio con la tessera di riconoscimento ed era passato a recuperarli prima di iniziare il giro abituale.”

Seguì un breve silenzio, Gibbs rimase in attesa della fatidica richiesta.

“Gradirei che mi affiancasse nelle indagini, oh mi scusi, non mi sono ancora presentato: Krautzell, Johan Krautzell.”

Accompagnò il suo nome chinando lievemente il capo, l’ispettore notò che aveva omesso di indicare il suo grado, probabilmente era un alto papavero con un grado superiore a quello di ispettore, un big catapultato dalla sede centrale data la notorietà della vittima, Gibbs apprezzò la cortesia.

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