Nevica, il giardino è già tutto bianco, i grossi fiocchi volteggiano nella luce dei lampioni, alla finestra osservo e penso agli impegni del domani, alle difficoltà, ai contrattempi che questa nevicata fuori stagione causerà, una sorda rabbia mista ad apprensione mi assale.
Guardo il pesco carico di neve pesante con i rami curvi e penso ai teneri germogli, ai boccioli visti al mattino e sento crescere in me un sordo rancore. Mi giro verso il fuoco che scoppietta nel camino e sento di odiare quella brace viva che sembra allegra e divertita, brillando nella penombra. Una musica di Tenco mi riporta bruscamente indietro negli anni e mi riempie di tristezza nel ricordo di una giovinezza che sapeva essere felice anche di una nevicata.
Prendo un libro a caso e mi siedo in poltrona, sono scomodo, sono irrequieto, mi rialzo mi verso un cognac, è freddo, sono irritato. Cerco di scaldare il bicchiere con le mani, ma il lento ruotare del bicchiere tra le mani che abitualmente mi piace, mi irrita ancora di più. Poso il bicchiere, cerco di leggere, ma non mi interessa, il pensiero scivola continuamente sui problemi dell’oggi, sulle paure del domani, sugli impegni spiacevoli, sulle lunghe attese di avvenimenti che non accadranno. Poi ti guardo, stai leggendo in poltrona, i morbidi capelli grigi ti incorniciano il volto illuminato dai riflessi della fiamma, gli occhiali sono leggermente scivolati sul naso, le pupille azzurre sono assorte nella lettura; poi osservo le piccole rughe agli angoli degli occhi e della bocca, socchiusa, quei tuoi canini che sono sempre sporti un poco dalle labbra sottili, il corpo ormai lievemente appesantito avvolto nella vestaglia che ti ho regalato a Natale.
La mente scivola nei ricordi, quei giorni al sole sulla spiaggia a non far niente se non scambiarsi carezze, la piazza di Helsinki col suo mercato pieno di salmoni e la tua faccia rossa sferzata dal vento gelido, i tuoi occhi pieni di lacrime per colpa di sciocche testardaggini, più mie che tue, la tua voce secca e tagliente dopo i litigi e così dolce e carezzevole nell’intimità. Sembra che tu abbia sentito i miei pensieri, smetti di leggere e mi guardi da sopra gli occhiali, vengo pervaso da una grande tenerezza che mette in fuga tutte le mie ansietà, lo sguardo volge alla finestra, nevica ed io mi sento in pace con il mondo.